Il secondo capitolo di Starcraft: Introduzione alla Lore Cap. 2 ci riporta i fatti accaduti durante la Grande Guerra. Ma gli eventi non favorirono alcuna fazione: i Terran che tentano di ricostituirsi sotto il nuovo Dominio, i Protoss in fuga dopo la completa conquista del loro pianeta natale da parte degli Zerg, e la perdita definitiva dell’Unica Mente da parte dello sciame.
Eppure, la Regina delle Lame sembrava aver guadagnato qualcosa: la libertà dalle costrizioni mentali dell’Unica Mente e la possibilità di “ricostituire lo sciame” secondo una nuova visione…la Sua.
Il Crollo dei Vecchi Imperi
La conclusione della Grande Guerra aveva lasciato il Settore Koprulu in macerie, con tutte le fazioni principali gravemente indebolite. Su Aiur, la morte dell’Unica Mente non aveva fermato gli Zerg. Privi di una guida centrale, i miliardi di organismi rimasti sul pianeta si erano trasformati in una piaga ferale che continuava a devastare la superficie. Il Conclave era stato annientato e il 70% della popolazione Protoss era stato sterminato; le grandi città di cristallo non erano che macerie lambite dal Biomassa. I leader superstiti — Artanis, Aldaris e Zeratul — avevano ormai abbandonato il pianeta Aiur e avevano raggiunto Shakuras.
Su Shakuras, i profughi furono accolti dalla Matriarca Raszagal, l’anziana guida dei Nerazim, la quale decise saggiamente di accantonare gli antichi rancori. Raszagal rivelò l’esistenza di un antico tempio Xel’Naga in grado di purificare il pianeta dagli Zerg, ma per attivarlo erano necessari due cristalli gemelli sparsi nella galassia: l’Uraj (sintonizzato sulle energie dei Templari) e il Khalis (legato alle energie dei Templari Oscuri).
Nel frattempo, sul pianeta vulcanico Char, Sarah Kerrigan meditava la prossima mossa. I Cerebrati superstiti, guidati da Daggoth, si erano fusi per dare vita a una nuova mente a sciame. Sebbene la creatura fosse ancora nello stadio infantile e incapace di controllare pienamente lo Sciame, la sua maturazione avrebbe inevitabilmente ridotto Kerrigan in schiavitù, proprio come era accaduto in precedenza.
Decisa a non farsi imprigionare di nuovo, Kerrigan usò i suoi formidabili poteri psionici per soggiogare segretamente la Matriarca Raszagal su Shakuras, all’insaputa di tutti. Subito dopo, si presentò di persona al cospetto dei leader Protoss. Nonostante l’aperta ostilità di Aldaris e Zeratul, Kerrigan offrì il proprio aiuto per recuperare i cristalli, sostenendo che la nuova Unica Mente fosse un nemico comune. Incredibilmente, Raszagal scavalcò ogni obiezione e accettò questa instabile alleanza. Questo fu il primo, impercettibile segnale che la mente della Matriarca era stata violata.

La costituzione del Direttorato della Terra Unita (UED)
Mentre Arcturus Mengsk consolidava il neonato Dominio Terran coscrivendo a forza i veterani della defunta Confederazione, una minaccia senza precedenti emerse dai confini del settore: il Direttorato della Terra Unita (UED). In seguito alla scoperta delle razze aliene, la vecchia United Powers League della Terra si era riorganizzata in un corpo militarista e aggressivo, inviando una massiccia flotta di spedizione per ricondurre le colonie ribelli sotto il controllo terrestre. I loro obiettivi erano categorici: deporre Mengsk, sottomettere il Dominio e catturare la neonata Unica Mente per sfruttarla come arma biologica.
La flotta era guidata dall’Ammiraglio Gerard DuGalle, un militare rigido che non aveva mai conosciuto la sconfitta, affiancato dal Vice Ammiraglio Alexei Stukov, suo amico d’infanzia e mente analitica dedita alle operazioni scientifiche e di intelligence. Fin dal suo arrivo, DuGalle mostrò una spietatezza d’intenti totale, orchestrando persino il massacro di una colonia del Dominio tramite l’uso di esemplari Zerg catturati al solo scopo di studiarne le reazioni in vivo.
Il primo obiettivo dell’UED fu il pianeta Braxis. Durante l’assalto alla capitale Boralis, i terrestri incontrarono il Tenente Samir Duran, il quale si presentò come leader di una fazione di resistenti confederati contrari a Mengsk. Duran offrì preziose informazioni tattiche in cambio dell’amnistia, permettendo all’UED di aggirare le difese cittadine e di accedere alla rete dati del Dominio. Poco dopo, l’UED assaltò i cantieri navali di Dylarian, sequestrando gran parte della flotta di Incrociatori da Battaglia di Mengsk e respingendo un contrattacco guidato dal Generale Edmund Duke.
Su Braxis si incrociarono anche i destini dei Protoss: la ricerca del cristallo Uraj aveva condotto Artanis e Zeratul sullo stesso pianeta, allora sottoposto a un rigido blocco militare da parte dell’UED. Rifiutando l’ordine di resa impartito dai terrestri, Artanis guidò una forza d’assalto che spezzò il blocco, consentendo ai Protoss di recuperare il cristallo e di fare rotta verso Char. Qui, con il supporto temporaneo di Kerrigan, che prese il controllo di un alveare locale per distrarre le forze coordinate dalla nuova Unica Mente, i Protoss recuperarono anche il secondo cristallo, il Khalis.

Il Tradimento di Kerrigan
Al loro ritorno su Shakuras con i due cristalli, Zeratul e Artanis trovarono il pianeta sconvolto da una guerra civile. Aldaris, accortosi che qualcosa di profondamente oscuro stava manipolando la Matriarca Raszagal, aveva preso il comando dei profughi Khalai lanciando un’insurrezione aperta. Fedeli agli ordini della Matriarca, Zeratul e Artanis repressero duramente la ribellione e misero alle strette Aldaris. Quest’ultimo, sul punto di rivelare il terribile segreto della manipolazione mentale subita da Raszagal, venne bruscamente ucciso da Kerrigan, intervenuta improvvisamente sul campo di battaglia.
Sconvolto dall’ingerenza in una questione interna dei Protoss, Zeratul bandì immediatamente la Regina delle Lame da Shakuras. Kerrigan se ne andò con un sorriso beffardo: aveva ottenuto esattamente ciò che voleva. Aiutando i Protoss, si era assicurata che avrebbero attivato il tempio Xel’Naga, sterminando gli Zerg su Shakuras che rispondevano a Daggoth e alla nuova Unica Mente, suoi diretti rivali. E l’unico ad aver capito il suo piano, Aldaris, era morto.
Senza altra scelta per salvare il pianeta, Zeratul e Artanis collocarono i cristalli nel tempio. L’immensa ondata di energia generata dal manufatto spazzò via ogni singolo Zerg dalla superficie di Shakuras, regalando un breve momento di pace ai Templari Oscuri, ma consolidando la prima, invisibile vittoria strategica di Kerrigan.

La Caduta di Korhal e l’Intrigo del Dissipatore Psi
Contemporaneamente, l’UED avanzò nel cuore del Dominio con spietata efficienza. Sul pianeta Tarsonis, i terrestri scoprirono il Dissipatore Psi (Psi Disruptor), un potente dispositivo di epoca confederata capace di emettere frequenze in grado di interrompere le comunicazioni biologiche degli Zerg a grandi distanze.
Samir Duran consigliò immediatamente di distruggerlo, sostenendo che fosse troppo pericoloso se fosse caduto nelle mani di Mengsk. Di parere opposto era Stukov, che vedeva nel dispositivo l’arma definitiva per soggiogare lo Sciame. Sebbene l’Ammiraglio DuGalle avesse dato ragione a Duran ordinando la demolizione del macchinario, Stukov disobbedì segretamente: inviò i propri Fantasmi a intercettare gli esplosivi, fece smantellare il Dissipatore e lo fece ricostruire in gran segreto su Braxis.
L’UED sferrò quindi l’attacco decisivo a Korhal, stringendo d’assedio la capitale Augustgrad e costringendo Arcturus Mengsk alla resa. Proprio mentre DuGalle era sul punto di arrestare l’imperatore deposto, un’inattesa flotta Protoss guidata dall’Hyperion di Jim Raynor fece la sua comparsa. Sotto gli occhi increduli dell’UED, Raynor trasse in salvo Mengsk sfruttando il richiamo dimensionale dei Protoss. Questo salvataggio era stato orchestrato da Kerrigan: la Regina delle Lame sapeva che se l’UED avesse preso il controllo totale del settore e della nuova Unica Mente, ogni fazione sarebbe stata schiacciata. Aveva convinto Raynor e Fenix a mettere da parte il rancore verso Mengsk pur di impedire che la Terra stringesse il proprio pugno d’acciaio sulla galassia.
L’UED inseguì i fuggitivi fino su Aiur, attaccando l’accampamento fortificato di Raynor e Mengsk nei pressi del vecchio portale dimensionale. Durante la battaglia, l’improvvisa riattivazione del portale mandò gli Zerg locali in frenesia. Nel momento cruciale dell’assalto, un immenso sciame di Zerg convergette proprio dal settore difeso da Samir Duran, permettendo a Raynor, Mengsk e Fenix di fuggire attraverso il portale prima che questo si autodistruggesse. Quando Stukov pretese spiegazioni, Duran mentì, sostenendo che i suoi sensori non rilevassero anomalie e che il segnale radio fosse disturbato, per poi interrompere la comunicazione.

La Morte di Stukov e la soggiogazione dell’Unica Mente
Il comportamento di Duran confermò i peggiori sospetti di Stukov. Consapevole del sabotaggio interno, il Vice Ammiraglio abbandonò la flotta principale e si diresse su Braxis con un contingente di truppe fedeli per attivare il Dissipatore Psi.
Approfittando della sua assenza, Duran manipolò l’orgoglio e la fiducia di DuGalle, dipingendo l’azione di Stukov come un alto tradimento. Cieco di fronte all’inganno, l’Ammiraglio ordinò a Duran di fare irruzione nella struttura di Braxis e di giustiziare il suo secondo in comando. Duran penetrò nella base, sparò a Stukov a bruciapelo, svanendo poi nel nulla utilizzando una tecnologia di occultamento.
In punto di morte, Stukov riuscì a mettersi in contatto con DuGalle, rivelandogli la tragica verità: Duran era il vero traditore, un agente infiltrato quasi certamente infestato dagli Zerg, il cui unico scopo era distruggere l’UED dall’interno. Stukov esalò l’ultimo respiro esortando l’amico a preservare il Dissipatore Psi, definendolo l’unica speranza di vittoria per i Terran. Sconvolto dal dolore e dal rimorso, DuGalle represse l’imminente sovraccarico del nucleo del dispositivo avviato da Duran e radunò le truppe rimaste in memoria del compagno caduto.
Grazie al Dissipatore Psi pienamente operativo, le orde di Zerg su Char caddero nel caos più totale, non potendo più comunicare con la mente delle sciame. La flotta dell’UED ne approfittò per sbarcare in forze sulla superficie del pianeta vulcanico, neutralizzando i tre Cerebrati a guardia della nuova Unica Mente.
Gli scienziati dell’UED somministrarono potenti neurostimolanti alla creatura, addomesticandola. In un solo colpo, l’UED ottenne il controllo della stragrande maggioranza dello Sciame Zerg, diventando la potenza militare più spaventosa del settore. Fu allora che Samir Duran si palesò nuovamente, questa volta al fianco di Kerrigan. La Regina delle Lame schernì DuGalle per la morte di Stukov e gli promise che il trionfo della Terra sarebbe stato di breve durata, prima di ritirarsi nell’ombra.

La Fragile Coalizione e il Tradimento di Korhal
Con l’UED a un passo dal dominio assoluto, le forze di Kerrigan su Tarsonis si trovarono strette tra le truppe terrestri e le nidiate ribelli fedeli a Daggoth. Spinta dalla pura necessità di sopravvivenza, la Regina delle Lame propose un’alleanza tanto disperata quanto ipocrita a Raynor, Fenix e Mengsk. In cambio del suo aiuto nel riconquistare Korhal e scacciare l’UED, l’imperatore deposto avrebbe dovuto utilizzare un Emettitore Psi per radunare un numero di Zerg sufficientemente grande da distruggere l’altro Dissipatore Psi presente su Braxis.
Nonostante i profondi e legittimi dubbi di Fenix, Raynor convinse il Pretore Protoss che la minaccia dell’UED, ora in possesso dell’Unica Mente, fosse un pericolo infinitamente peggiore di Kerrigan.
La coalizione colpì Braxis con precisione chirurgica: i Predoni di Raynor distrussero i generatori di energia del Dissipatore Psi, mentre Kerrigan, sfruttando l’emettitore di Mengsk, coordinò gli Zerg locali per radere al suolo la struttura. Con la distruzione dell’apparecchio, lo Sciame di Kerrigan si ricompattò istantaneamente.
Successivamente, la coalizione assaltò le operazioni minerarie del Sindacato Kel-Moriano su Moria per accumulare risorse e infestare i centri di comando Terran.
Infine, l’attacco congiunto si abbatté su Korhal: gli Zerg di Kerrigan investirono Augustgrad, mentre le forze di Raynor, Fenix e Mengsk smantellarono le fortificazioni esterne dell’UED. L’UED fu cacciato dal pianeta e Mengsk si insediò nuovamente sul trono, inviando il Generale Duke a riorganizzare le operazioni militari.
Fu in quel momento di quiete, mentre gli alleati riposavano convinti di aver condiviso una vittoria, che Kerrigan mostrò la sua vera natura. Su suggerimento di Duran, gli Zerg sferrarono un attacco a tradimento contro i propri stessi alleati. Il Generale Edmund Duke perse la vita a bordo della sua ammiraglia, la Norad III. Il leggendario guerriero Fenix cadde sul campo, realizzando troppo tardi quanto fossero fondati i suoi sospetti.
Di fronte alle furiose proteste di Mengsk, Kerrigan ammise freddamente di averlo usato solo per distruggere il Dissipatore e che la liberazione di Korhal rispondeva unicamente alla necessità di privare l’UED di una base strategica. Scelse deliberatamente di lasciarlo in vita tra le ceneri del suo impero per costringerlo a guardare la sua ascesa.
Jim Raynor, devastato dalla perdita di Fenix, giurò solennemente a Kerrigan che un giorno l’avrebbe uccisa con le sue stesse mani, prima di abbandonare il pianeta.

Il Sacrificio di Raszagal e la rivelazione degli Ibridi
Per assicurarsi il controllo assoluto dello Sciame, Kerrigan doveva eliminare definitivamente l’ormai matura Unica Mente su Char, ma le sue forze biologiche da sole non bastavano: solo le energie del Vuoto dei Templari Oscuri potevano estire per sempre le radici dal pianeta.
Per costringere Zeratul a collaborare, Kerrigan e Duran sferrarono un attacco su Shakuras. Dimostrando un’inquietante familiarità con la tecnologia Protoss, Duran sovraccaricò la rete di piloni difensivi della capitale Tal’darim, radendo al suolo la città e permettendo il rapimento della Matriarca Raszagal.
Zeratul inseguì i rapitori fino a Char, dove Kerrigan espose il suo ricatto: la libertà di Raszagal in cambio della distruzione dell’Unica Mente.
Sotto l’influenza del condizionamento mentale di Kerrigan, la stessa Raszagal ordinò a Zeratul di accettare. I Templari Oscuri combatterono così a fianco dello Sciame contro le guarnigioni dell’UED su Char, e Zeratul inflisse personalmente il colpo di grazia alla seconda Mente dello Sciame.
Con la morte della creatura, tutti gli Zerg precedentemente controllati dalla Terra passarono istantaneamente sotto il comando diretto di Kerrigan.

La morte della Matriarca
Quando Zeratul pretese la restituzione della Matriarca, Raszagal rifiutò di andarsene, giurando eterna fedeltà alla Regina delle Lame. In quel tragico istante, Zeratul comprese l’orribile verità: la manipolazione mentale risaliva a ben prima del loro arrivo su Shakuras. Ogni decisione, ogni ordine impartito dalla Matriarca — inclusa l’esecuzione di Aldaris — era stato il frutto della volontà di Kerrigan.
Nel disperato tentativo di salvarla dall’infamia, Zeratul riuscì a sottrarre Raszagal dalla prigionia, ma si ritrovò circondato dallo Sciame sulla superficie di Char. Pur di non permettere che la sua guida vivesse come un burattino nelle mani del mostro, Zeratul compì l’atto più doloroso della sua vita: distrusse la cella di stasi e uccise di sua mano la Matriarca. Nei suoi ultimi istanti di lucidità, liberata dal controllo psionico, Raszagal lo ringraziò, affidandogli il futuro della sua tribù prima di spirare.
Impressionata da tanta risoluzione, Kerrigan scelse deliberatamente di lasciare in vita Zeratul, sapendo che il senso di colpa per aver ucciso la propria Matriarca sarebbe stato una punizione infinitamente più atroce della morte.
La scoperta degli ibridi Protoss-Zerg
Mentre faceva ritorno a Shakuras con il cuore infranto, Zeratul intercettò emissioni di energia Protoss su una luna inesplorata. Sbarcato con una piccola scorta, scoprì un laboratorio Terran clandestino dove venivano condotti macabri esperimenti genetici su Protoss e Zerg prigionieri, alimentati da piloni tecnologici che nessun essere umano avrebbe dovuto saper operare. Nel cuore del complesso, Zeratul si trovò di fronte a un abominio orrendo: una cella di stasi contenente un Ibrido Protoss-Zerg, una fusione biologica e psionica perfetta, in stato latente.
Dall’oscurità emerse Samir Duran. Egli rivelò che quell’esperimento non era opera di Kerrigan, la cui rinascita aveva solo accelerato i tempi, ma che andava ben oltre la comprensione della Regina delle Lame. Duran dichiarò di non essere un semplice Terran, bensì il servitore di una “potenza di gran lunga superiore”, risvegliatasi dopo millenni di torpore. Schernendo Zeratul, Duran affermò che distruggere quel singolo laboratorio non avrebbe cambiato nulla: aveva seminato gli Ibridi su innumerevoli mondi, e il loro risveglio avrebbe mutato l’universo per sempre.
Sconvolto e terrorizzato dalle implicazioni cosmiche di quella scoperta — che deformava il Grande Disegno degli antichi Xel’Naga — Zeratul abbandonò la luna in preda alla disperazione.

La Battaglia di Char Aleph
Il trionfo finale di Kerrigan fu consacrato sopra la piattaforma orbitale di Char Aleph. Tre imponenti flotte, sebbene logorate dai precedenti conflitti, decisero di unire le forze in un ultimo, disperato tentativo di annientare la Regina delle Lame:
- Arcturus Mengsk, che aveva raschiato il fondo del barile pur di assemblare una flotta mercenaria finanziata da vari cartelli del settore.
- Artanis, al comando della flotta superstite di Shakuras, giunto per vendicare la morte di Fenix e il sacrificio di Raszagal.
- L’Ammiraglio DuGalle, alla guida degli ultimi resti della flotta di spedizione dell’UED.
Nonostante l’enorme scontro a tre fronti, lo Sciame di Kerrigan, ormai unificato e immenso, schiacciò le armate nemiche una dopo l’altra. Mengsk e Artanis furono costretti a ritirarsi, battuti e costretti a leccarsi le ferite. L’UED, al contrario, venne completamente annientato.
DuGalle offrì la resa chiedendo la grazia per i suoi uomini, ma Kerrigan rifiutò freddamente i prigionieri, concedendo ironicamente alle navi della Terra un breve vantaggio di partenza prima di scatenare i cacciatori dello Sciame al loro inseguimento.
A bordo dell’ammiraglia Aleksander, conscio dell’imminente fine, l’Ammiraglio Gerard DuGalle scrisse un’ultima, straziante lettera alla moglie Helena. Ammise che le creature del settore erano indomabili, che le colonie si erano dimostrate troppo forti e confessò la verità sulla morte di Stukov, assassinato non gloriosamente in battaglia ma accecato a causa del suo stesso orgoglio. Consumato dalla vergogna, DuGalle si tolse la vita con un colpo di pistola nel suo alloggio. Pochi istanti dopo, lo Sciame intercettò la flotta in fuga: nessuna nave dell’UED fece mai ritorno sulla Terra.

L’epilogo della guerra
La Guerra della Covata si concluse così con il trionfo assoluto di Sarah Kerrigan, ormai indiscussa sovrana del Settore Koprulu. I Cerebrati rimasti, non più necessari, furono sistematicamente sterminati, lasciando che lo Sciame rispondesse unicamente a lei.
Nei quattro anni successivi, tuttavia, accadde qualcosa che lasciò il settore nel più profondo sconcerto: anziché dilagare e conquistare i mondi indifesi, gli Zerg si ritirarono improvvisamente all’interno dei propri confini su Char, scomparendo dietro una cortina di inquietante silenzio.
Chiunque violasse lo spazio Zerg in cerca di risposte non faceva più ritorno. Nel momento stesso della sua massima vittoria, un’oscura e innominabile minaccia all’orizzonte aveva iniziato a tormentare i pensieri della Regina delle Lame, facendole dubitare del valore del suo stesso trionfo.
Nel frattempo, le altre fazioni cercarono faticosamente di ricostruire dalle proprie ceneri:
- Arcturus Mengsk tornò su Korhal e, entro il 2502, riuscì a rimettere in piedi il Dominio Terran, imponendo con la forza la propria egemonia sul Protettorato di Umoja e sul Sindacato Kel-Moriano, dichiarando falsamente che il pericolo Zerg fosse ormai scongiurato.
- Artanis assunse la guida dei Protoss superstiti su Shakuras, venendo nominato Gerarca della nuova società unificata, il Daelaam. Il processo di integrazione tra i Khalai e i Nerazim si prospettava però lento, faticoso e doloroso, mentre la memoria dell’Età dell’Oro di Aiur rimaneva un lontano ricordo.
- Jim Raynor tornò alla guida dei suoi Randagi. Logorato dal dolore e dedito all’alcol, continuò a condurre piccole schermaglie di guerriglia contro il Dominio di Mengsk, un uomo schiacciato dal peso di una promessa di vendetta contro Kerrigan che non aveva i mezzi per mantenerla.
- Zeratul scelse la via dell’esilio volontario, perseguitato dal rimorso per la morte di Raszagal e terrorizzato dalle rivelazioni di Samir Duran. Avrebbe trascorso gli anni successivi nell’ombra, seguendo le tracce degli Ibridi e cercando risposte a una profezia ancestrale che avrebbe presto cambiato il destino della galassia.
Mentre il settore Koprulu rimaneva sospeso in questo fragile e silenzioso limbo quadriennale, nei meandri più oscuri dello spazio, gli Ibridi continuavano a riposare nei loro baccelli, in attesa di essere risvegliati.

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